Microprocessori ad energia nucleare!

NucleareSembrerà strano ma, la “Potenza di calcolo” non è la preoccupazione principale dei progettisti di sistemi elettronici e micro elettronici odierni; la “Potenza energetica” è il vero scoglio da superare.
In effetti più un dispositivo è vorace di energia, più la durata della batteria diminuisce, più i costi aumentano e la dissipazione del calore prodotto, contribuisce al riscaldamento globale.
Il problema è complesso è e francamente di non facile soluzione.
Pensate inoltre che la tecnologia micro elettronica ha negli ultimi anni fatto enormi passi in avanti ed ha consentito la realizzazione di transistor sempre più piccoli e quindi di chip e dispositivi informatici sempre più densi.
Se confrontiamo le dimensioni meccaniche di tali dispositivi ( di parla di frazioni di micron ovvero milionesimi di millimetro) con le dimensioni delle batterie chimiche che li alimentano, chi accorgiamo che le pile sono enormemente più grandi dei dispositivi a cui forniscono l’energia. E’ come se le pile forrero rimaste all’età della pietra mentre tutto il resto ha subito un’evoluzione vertiginosa e frenetica.

Inoltre i nuovi chip ed i nuovi microprocessori richiedono per il loro funzionamento sistemi di alimentazione estremamente sofisticati che producono durante le fasi di avvio, una successione di tensioni e livelli molto articolati a tal punto che esistono dei particolari chip che si occupano proprio di generare la giusta e corretta sequenza di alimentazioni per il loro funzionamento. Un costo ed una complicazione non sempre trascurabile.

In questo scenario capite bene che l’idea di realizzare circuiti integrati auto-alimentati, per quanto possa sembrare assurda, ha un suo fascino e consentirebbe una rivoluzione nel modo di pensare e progettare i nostri apparecchi elettronici.
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