La potenza è nulla senza il “controller”.

Pubblicato: aprile 28, 2014 in Computer Music, Software Musicali
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soundContNegli ultimi anni, l’evoluzione delle tecniche di sintesi e degli strumenti musicali virtuali e tradizionali, hanno reso disponibile una grande varietà di sorgenti sonore dalle caratteristiche e dalle sonorità a volte stupefacenti.
Nell’inmmenso universo degli strumenti virtuali, ve ne voglio segnalare alcuni prodotti dall’talianissima SWAM Engine.
Questa giovane azienda, utilizza nei propri strumenti virtuali, una tecnologia denominata Acustical Sample Modeling, grazie alla quale, sono in grado di riprodurre nei minimi dettagli, tutte le inflessioni e le caratteristiche peculiari degli strumenti acustici originali presi a modello per i loro VST.

La famiglia di virtual instrument prodotta, riesce a creare sonorità molto complesse ed articolate a patto che, si disponga della necessaria potenza di calcolo ( questo per gli odieni PC non sembra più essere un problema ) e di una serie di controller e comandi con i quali articolare e controllare il suono.
Normalmente si richiede ad esempio un Breath controller, uno o più pedali di espressione e numerosi key switch, con i quali attivare i vari accenti, i vari vibrati e gli effetti  effetti di portamento caratterisitci dei suoni originali.

KeySwitch
In altre parole, prima di inizare a suonare un timbro di questo tipo, è necessario prendere confidenza con tutti gli strumenti ed i mezzi di controllo e spendere del tempo ad “imparare a suonare il suono stesso”.

 

Cosa succede se ad esempio colleghiamo direttamente la nostra tastiera ad uno strumento virtuale di questo tipo e suonassimo i vari timbri direttamente dai soli tasti banchi e neri senza utilizzare i suddetti controlli?
A mio avviso, il risultato, è molto spesso deludente. Nella migliore delle ipotesi, viene perso tutto quel realilismo e quel valore aggiunto che una così sofisiticata tecnica di generazione sonora, dovrebbe esprimere.
In fondo, è come possedere una Ferrari,  e sostituire il suo volante ultra tecnologico, con il manubrio di una vecchia bicicletta da passeggio!

Appare quindi evidente, che oggi, il limite nell’evoluzione sonora, non è tanto legato alla sintesi , ma, principalmente al suo controllo o per meglio dire al controller con cui il motore di sintesi viene pilotato.
Molte case costruttrici e molte aziende, hanno compreso questo limite e si sono attivate per creare e studiare nuovi controller e nuovi modi per gestire e pilotare le potenzialità sonore dei moderni sintetizzatori.

Ne è un esempio la Roli, con la sua Seaboard, di cui avevamo già parlato in tempi non sospetti in questo articolo.

 

Un nuovo strumento che va in una simile direzione è il LinnStrument.

linnstrument_piano-u5768

Si tratta di una superfice multi-touch sensibile alla pressione, ad alta risoluzione e ad alta velocità di scansione.
Il display sembra essere simile a quello dei lettori di e-book; in effetti le forme che vi compaiono sembrano quasi essere stampate più che visualizzate da un display.
Al di la del suo aspetto visivo, il display è multi touch ed ogni tocco è percepito in tre differenti dimensioni,
il volume è controllato dalla pressione, il pitch è controllato dal movimento destra-sinistra mentre il timbro viene controllato dal movimento avanti-indietro.
La superfice è multi touch per cui tutti questi controlli vengono gestiti per ogni punto di contatto e quindi per ogni dito.
Queta potenzialità, consente un controllo del suono estremamente fine e versatile.

linnstrument_guitar_grid-u5763

La cosa che piu mi piace, è che essendo completamente configurabile, è possibile trasfomarlo in un manico virtuale di chitarra o magari è  possibile creare layout ibridi e definibili dall’utente in modo da poter disporre contemporaneamente di  una serie di tasti di pianoforte, di un manico virtuale di chitarra ,  una serie di pad esagonali o di una moltitudine di pad dimanici per il controllo delle sezioni percussive.
I progettisti, affermano che con questo livello di controllo espressivo, la promessa della sintesi, ovvero di riprodurre ogni tipo di sonorità possibile,  è finalmente diventata realtà.
Io non sarei così ottimista, ma, sogno da sempre una tastiera che inglobi al suo interno tutte querste nuove tecnologie e che offra finalmente la possibilità all’esecutore, di controllare in maniera semplice ed immediata, i suoni messi a disposizione dal suo motore di sintesi.

commenti
  1. Massimo Bucci scrive:

    buongiorno a proposito del suo articolo, volevo sapere se questi suoni saranno utilizzabili da moduli quali audya 4, o comunque se previsto un modulo sonoro specifico per eseguire permormance live con un numero limitato di strumenti dalle caratteristiche sonore eccezzionali quali sax, trombone, tromba, chitarra pianoforte,flauto, violino

    grazie

    • Audya 4 è un arranger “general purpose” nel senso cha la suo interno trova una tavolozza sonora generale con tantissimi suoni che mediamente si attestano ad un livello di qualità decisamente buona.
      Per questioni tecniche, non potrà mai caricare un VST come quelli descritti in questo articolo al suo interno.
      Questi strumenti virtuali “vivono” principalmetne all’interno dei Pc e dei sistemi ad essi relativi.
      In ogni caso, all’interno del suo moduolo, vi sono già degli ottimi timbri ( controlli la sezione super solo ad esempio) che, anche se non presentano tutte le “peripezie sonore” di questi VST, sono suoni estremamente validi e soprattutto imediatamente suonabili.
      Come avrà capito dal mio articolo, il problema di fondo è che, più il suono è articolato, più è complicato il suo controllo e la sua “suonabilità”.
      I suoni di Audya ( sia i preset che i super solo ) a mio avviso, sono un’ottimo compromesso per una macchina live, tra qualità e semplicità di fruizione.

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