GEM WS2: uno sguardo sotto il cofano.

GEM WS2 e GEM WS2 Expander erano due prodotti commercializzati agli inizi degli anni 90 dalla casa romagnola e rappresentavano il risultato di un ambizioso progetto, avviato qualche tempo prima, che mirava alla realizzazione di strumenti musicali innovativi e dalle elevate performance.

La serie disponeva di un nuovo sistema di generazione sonora, realizzata in proprio dalla GEM, molto innovativa per l’epoca e di due ottimi multi-effetti digitali interamente programmabili.
La generazione era multi-timbrica a 5 parti e con una wave table che permetteva la gestione e la selezione dei suoni anche in base alla dinamica oltre che nella classica configurazione a layer/split. Ricordo ancora il suono dell’ottimo Grand Piano con i layer attivabili in dynamic switch e i vari trucchi che si utilizzavano per avere delle sequenze che potessero sfruttare un numero maggiore di timbri rispetto ai cinque canonici messi a disposizione di default.
Novità e punto di forza era il “floppy disk” ed il suo sequencer interno con il quale si potevano programmare e riprodurre delle sequenze musicali complete.
La GEM attivò contestualmente la produzione di basi musicali dando il via alla fruttifera produzione di “SONG” che prosegui’ per alcuni decenni per la gioia dei fruitori.
La serie WS ebbe un grande successo commerciale; negli stabilimenti della zona ind. Squartabue di Recanati (Mc), se ne producevano centinaia al giorno e venne commercializzata in quasi tutto il mondo.
Per saperne di più sulla sua storia, leggete l’ottimo articolo del circuito “Arranger Legacy” pubblicato da Renato Restagno sul suo blog.

Se volete saperne di più, leggete questo articolo sul blog di Renato Restagno <link renato>

Alziamo il cofano della macchina

La parte superiore della macchina ospita il pannello comandi ed il Floppy Disk.

Top Cover dell’Espander

Sicuramente l’ubicazione del floppy non era delle migliori e come vediamo in foto, ha richiesto l’utilizzo di fogli isolanti e di alette metalliche preformate per essere fissato in modo sicuro e saldo.
In ogni caso, visto che il mio dispositivo continua a funzionare perfettamente anche dopo tutti questi anni, devo dire che la soluzione ha sicuramente superato l’esame del tempo!

La macchina internamente presenta due diverse schede: una che contiene la CPU principale e la generazione sonora, l’altra la parte analogica e le uscite audio. Nella versione a tastiera è presente anche l’ottimo amplificatore che pilotava i due speakers posti nella parte frontale della tastiera. La resa sonora dell’impianto di amplificazione di questo strumento era veramente eccellente: era stato progettato in collaborazione con i tecnici LEM che sicuramente di audio ne sapevano qualcosa!

Board interne: CPU e uscite analogiche.

Il cuore tecnologico dello strumento.

Dallo schematico elettrico, che potete scaricare da questo link :
https://www.deepsonic.ch/deep/docs_manuals/gem_ws2_keyboard_workstation_service_manual.pdf vediamo che per la generazione ed il processore effetti venivano utilizzati due DSP dedicati mentre la CPU principale era costituita da un microprocessore della famiglia ST9 molto in voga in quegli anni e utilizzato anche da diverse altre aziende concorrenti.

Estratto del manuale relativo all’editor dei suoni.

Il “DSP1- Digital Sound Generator” attingeva da 4 ROM da 4MBit in cui veniva scritta la wave table dello strumento: una tra le più innovative del tempo.
Era presente all’interno dello strumento un editor sonoro completo; si potevano manipolare i suoni ed i timbri degli strumenti percussivi in maniera semplice ed efficace e ogni songs poteva richiamare i settings specifici riuscendo in questo modo a dare grande varietà e personalità alle sequenze programmate e riprodotte dallo strumento.
Il software della macchina era memorizzato in delle EPROM e quindi per aggiornarlo era necessario aprirlo e sostituire i chip anche se francamente, non mi ricordo di averlo mai dovuto fare: la versione di rilascio dello strumento era già molto stabile e funzionale.

Particolare degno di nota sono i tasti del pannello comandi che al posto della classica serigrafia, presentavano degli adesivi con scritte colorate su sfondo nero.


Questa soluzione permetteva di poter commercializzare lo strumento in varie nazioni, cambiando facilmente le serigrafie ed adattarle alla lingua del paese in cui era destinato.
Della serie WS esistevano infatti versioni speciali per mercato arabo e medio orientale.

Come riparare un tasto rotto.

I tastini erano realizzati in stampi plastici a griglia. Con il passare del tempo e con l’utilizzo, la plastica che univa i pad al telaio, tendeva a rompersi e a staccarsi.
Se avete una WS e uno dei tastini è rotto in questo modo, in mancanza di un ricambio originale, potete tentare una riparazione fai date come mostrato nel video seguente.
In pratica si può riparare il tastino utilizzando un piccolo pezzo di copri cavo e della colla a caldo.
Non sarà la modalità di riparazione più sicura del mondo ma è sempre meglio avere il tastino vagante all’interno dello strumento.

In questo video viene spiegato come fare:

E’ comunque sempre consigliato far fare queste riparazioni da personale qualificato che sa dove mettere le mani!

Memory Puff : la mossa della scimmia!

Come quasi tutte le macchine di questo tipo, erano presenti delle combinazioni di tasti che attivavano funzionalità più o meno nascoste o modalità riservate ai tecnici e agli addetti ai lavori.
Il memory puff permetteva di riportare lo strumento alle condizioni iniziali, in pratica era un hard reset, e per poterlo eseguire era necessario premere contemporaneamente i quattro tasti superiori ed inferiori della selezione suoni.

Tasti da premere contemporaneamente per effettuare un reset dello strumento

Sezione Arranger

La macchina disponeva anche di una ottima sezione Arranger che era anche possibile programmare, salvare e caricare nuovi styles ed accompagnamenti utilizzando il floppy.
Nel video seguente, Marcello Colò vi farà sentire alcuni degli styles presenti nella dotazione della macchina.

Ulteriori informazioni relative allo strumento possono essere trovate in queste pagine:

https://www.deepsonic.ch/deep/htm/gem_ws2_midi_workstation.php

Un pensiero su “GEM WS2: uno sguardo sotto il cofano.

  1. Pingback: Arranger Legacy: Generalmusic WS2 | Tastiere arranger

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