Operazione memoria: Museo del Synth Marchigiano

Venerdì 20 Ottobre è stato inaugurato a Macerata il Museo del Synth Marchigiano (e italiano) ed ovviamente io, da vecchio appassionato del settore, non potevo certo mancare.
Nella bella location messa a disposizione dal Comune di Macerata, l’infaticabile Paolo Bragaglia ed il suo team, ha realizzato un’attenta e ricca esposizione che raccoglie tanti strumenti musicali elettronici del passato prodotti nella nostra regione.

Tra i tanti modelli esposti troviamo il mitico Compact Duo della Farfisa, molti modelli della Crumar tra cui il synth DS2 ma, anche pezzi unici e rari come l’ELKA Syntex o la Eko Computer Rhythm.

Organo Farfisa con il quale hanno suonato gruppi come i Pink Floyd, i Beatles e tanti altri.

 

Si tratta principalmente di un’operazione per tenere viva la memoria sull’oramai compianto “distretto musicale” che a cavallo degli anni 60 e 70 vide nascere, crescere e purtroppo anche morire, decine e decine di aziende e marchi rimasti nel cuore e nella storia di molti musicisti ed appassionati.

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Internet delle Cose: idee ed esempi.

Lightbulb-0add8b56e2c9c54fce60e57a28f991c4E già da molto tempo che nel mondo dei sistemi embedded e del software ad esso relativo si parla di Iot ovvero di “Internet of things” che tradotto in italiano sarebbe: “Internet degli oggetti”.
Quanti di voi conoscono il significato di questo termine e soprattutto, quanti di voi possiede un oggetto di questo tipo?
Forse resterete sorpresi ma, secondo il report “The Internet of Things: The Future of Consumer Adoption ” sembrerebbe che almeno il 30% dei consumatori possegga già un dispositivo che rientra in questa categoria, ma il più delle volte non ne è consapevole.

Ma cosa sono gli oggetti IoT e cosa fanno?

Con il termine Internet of things si indica l’insieme delle tecnologie e degli oggetti, anche senza alcuna vocazione digitale, con possono essere connessi alla rete internet.
In altre parole, si tratta di tutti gli oggetti tecnologici in grado connettersi ad internet e dialogare con un server; rientrano in questa categoria le TV smart, i termostati intelligenti della vostra casa, gli orologi e bracciali indossabili (oggetti “wearable”) , i Google Glass o perchè no, anche il vostro ultimo strumento musicale digitale che avete da poco acquistato.

In effetti molti dei dispositivi elettronici che possedete ( anche i vostri elettrodomestici, o la vostra nuova centralina d’allarme), potrebbero avere le capacità di collegarsi ad internet, anche se in alcuni casi, queste funzionalità, non sono troppo evidenti o magari non vengono proprio utilizzate..

Il report di Acquity Group ha infatti rilevato una certa mancanza di interesse verso i dispositivi IoT, sia da parte degli utilizzatori che da parte dei produttori.
La domanda sorge spontanea: ma perchè se un dispositivo ha internamente le potenzialità per connettersi, per dialogare con un server, per essere controllato da un browser, l’azienda che lo produce non dovrebbe sfruttare a pieno questa possibilità e perchè gli utenti non dovrebbero trovare queste funzionalità “attraenti” o motivarne maggiormente il suo acquisto?

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Grafica 2D, 2.5D e 3D.

imagesCi capita molto spesso di leggere nelle caratteristiche dei moderni device che le nuove CPU  hanno capacità grafiche 2D, 2,5D o 3D hardware che supportano standard come OpenGL, ES, OpenVG o DIrect3D Mobile.
Vi siete mai chiesti cosa significano queste sigle?
Nelle righe seguenti cerchero’ di dare una spiegazione veloce ai concetti di basi che si celano dietro queste sigle.

Quando si parla di computer grafica ci si riferisce alla possibilità di disegno geometrico, di
forme,  linee, rettangoli o poligoni su un piano a 2 dimensioni ( lo schermo del Pc ad esempio) , o la copia di pixel da un piano ad un altro.
Tali piani sono chiamati bitmap, superfici di disegno o anche Canvas.

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Il giusto Midi Output per Windows XP e Windows 7.

Per aumentare la qualità sonora dei midifile riprodotti dai nostri PC è molto spesso può essere utile dotarsi di un modulo sonoro esterno di qualità al quale demandare la riproduzione degli eventi midi generati dai player o dai sequencer intallati nel nostro sisterma.
Il KETRON SD4 o il Roland SD20 ne sono degli ottimi esempi di moduli sonori.
Entrambi dispongono di una porta USB per la connessione diretta al PC  tramite la quale, il sistema operativo, può far fluire il dati MIDI ed i comandi che i moduli provvederanno a trasformare in eventi sonori veri e propri.
La connessione tramite porta USB ci svincola dal disporre di interfacce MIDI supplementare e molto spesso fornisce anche l’alimentazione necessaria al funzionamento degli espander stessi. Continua a leggere