TS4K, Arranger Top Section da palco.

Ho sempre pensato che la TSK4 fosse uno degli esempi dell’ingegno e della creatività della piccola azienda marchigiana che la progettò e la commercializzò nel mondo ottenendo anche un ragguardevole successo.
E’ innegabile infatti, che la Ketron, ai tempi ancora sotto il cappello della “Solton”, non era in possesso dei mezzi e della tecnologia per competere ad armi pari con i giganti nipponici che già da qualche anno, dominavano il mercato degli strumenti musicali elettronici.
Le generazioni sonore e le piattaforme digitali  utilizzate dalla concorrenza, che realizzavano macchine in sintesi FM o in Linear Arithmetic, erano proprietarie e non disponibili alle altre aziende competitors che si dovevano arrangiare con ciò che era disponibile sul mercato.

Per saperne di più sulla storia ed i personaggi coinvolti nel progetto, vi consiglio di leggere l’ottimo articolo di Renato Restagno relativo alla TSK4 del circuito Arranger Legacy.

A cuore aperto

Lo strumento è un progetto complesso che combina sezioni analogiche e digitali entrambe necessarie alla riproduzione degli styles e dei suoni per le parti armoniche dell’accompagnamento.
Al suo interno ci sono diverse schede, molte piattine e cavi di collegamento che a prima vista disorientano e danno un’idea di poco ordine e precisione. Onestamente non so per quale motivo l’industrializzazione dello strumento venne fatta in questo modo ma, visto che l’esemplare in mio possesso funziona ancora oggi, devo dire che sicuramente ha superato l’esame del tempo!

La generazione sonora.

Lo strumento disponeva di 43 suoni percussivi campionati, di due sezioni polifoniche per gli accompagnamenti armonici e una monofonica di basso. Come tutta la serie K ( K80, K160 etc..) questo strumento disponeva di una generazione sonora basata su di un chip della SGS Thomson, L’M114,  che sintetizzava suoni e le forme d’onda digitali attingendo da un memoria di 16 Kbyte di size.
Si avete letto bene: 16 Kbyte di wave table!
E’ chiaro che con un simile motore non era possibile realizzare suoni particolarmente realistici o evocativi  ma nonostante questo, i progettisti e gli sviluppatori del tempo riuscirono a confezionare uno strumento che aveva un suo carattere e che riuscì a ritagliarsi una propria nicchia di mercato e di utenti affezionati.
I suoni venivano processati a valle da alcuni filtri analogici che ne regolavano il brilliance e da un sistema di linee di ritardo realizzate con degli integrati TDA1022 oltre che dai canonici VCA CEM3360 molto in voga in quei tempi.

Estratto della generazione con M114

La tastiera poteva essere utilizzata per impostare gli accordi dell’Arranger o anche per suonare alcuni dei suoni interni ed era, per la prima volta in casa Ketron, sensibile alla dinamica. Se la smontiamo vediamo infatti che ogni tasto ha due contatti distinti: uno per la posizione di riposo e uno per quella di fine corsa. Un IC, che dalle foto seguenti vediamo abraso nella sigla, ne calcolava il tempo di percorrenza e quindi la dinamica tasto per tasto.

La doppia barra di contatto della tastiera
Il circuito di scan con la sigla abrasa

Sezione ritmica.

Il punto di forza della macchina erano sicuramente i sui ritmi interni (32 in totale) ognuno provvisto di una Variazione custom e la possibilità di poterne programmare di nuovi o caricarli direttamente dalle  Card di memoria esterne.
La sezione percussiva disponeva di 43 suoni percussivi campionati a 8 bit e purtroppo era completamente sprovvista di effetti digitali.
Poteva essere controllata e miscelata tramite una serie di sliders posti nella parte destra dello strumento e disponeva di uscite separate per ogni strumento. Questa soluzione, che proviene dai tempi del glorioso Programmer 24, permetteva di equalizzare ogni singolo strumento in modo selettivo o magari aggiungere un effetto esterno dedicato disponibile nel mixer audio.


I timbri percussivi venivano memorizzati all’interno di EPROM e gestiti in riproduzione da un MCU della Texas. Questa soluzione la troviamo in diverse macchine dell’epoca e probabilmente faceva parte di qualche “reference design” messo a disposizione alle aziende del settore.

Pensata per il Live.

Come quasi sempre accade in casa KETRON, la macchina era pensata per un utilizzo live e disponeva di ben 99 Registrations da poter salvare e richiamare al bisogno.
Il timbro del basso e degli accompagnamenti armonici potevano essere cambiati al volo tramite il pannello dello strumento che disponeva di una curiosa “matrice” di tasti e serigrafie stile battaglia navale, con la quale si poteva selezionare il banco ed il suono di ogni sezione.

L’interfaccia midi era abbastanza completa e la CPU principale dello strumento, un processore della Intel ad 8 bit, l’8031, gestiva i dati in arrivo e ne controllava direttamente il flusso in uscita.
Lo strumento disponeva di un Edit del pattern con il quale era possibile registrare nuovi styles in modo abbastanza semplice e funzionale.
Questa caratteristica rendeva l’apparecchio molto versatile e facilmente aggiornabile nel tempo.

Per gli appassionati e i nostalgici degli organi, era disponibile una pedalboard con la quale suonare manualmente il basso con i piedi e arricchire il sound dello strumento.

Per ascoltare  il sound complessivo dello strumento guardate il seguente video  in cui Marcello Colò esegue una carrellata di styles e arrangiamenti di questa macchina.

Un pensiero su “TS4K, Arranger Top Section da palco.

  1. Pingback: Arranger Legacy | Solton TS4K by Ketron Lab | Tastiere arranger

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.