Next step!

Pubblicato: ottobre 29, 2015 in Generale
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Foto GiorgioCi sono scelte che iniziano a far male sin da quando ti sovviene la prima idea di doverle fare e che, per quanto ti sforzi di trovare un modo per rimandarle o per aggirarle, alla fine vanno fatte ed affrontate con decisione e fermezza.
Dopo tanti anni di lavoro nel mondo degli strumenti musicali, ho deciso di cambiare rotta e passare oltre. Ho deciso di iniziare un nuovo lavoro che, anche se sempre legato alla mia professione d’Ingegnere, opera in un settore molto diverso da quello nel quale ho lavorato in questi ultimi 15 anni.
E’ chiaro che con questa decisione non lascio solo “un lavoro” ma, abbandono una passione, un’interesse che nasce da lontano e da quando, ancora ragazzo, giocavo con i synth e le prime macchine dotate di accompagnamenti automatici, con i primi computer ed i primi Pc che generavano suoni e sequenze MIDI e passavo i miei pomeriggi a pensare come poter fare “quella cosa o quell’altra”.
Certo non è stato facile accettare l’idea di dover cambiare un’attività professionale  che univa “passione e professione” ma, per chi come me non è più ne tanto giovane ma neanche troppo vecchio, l’orizzonte e le prospettive per gli anni futuri non potevano essere più trascurate. Una decisione doveva essere presa; una decisione che non doveva significare l’abbandono del proprio paese (strada che più volte mi è stata suggerita ed offerta dai molti amici che comunque ringrazio), che doveva essere un nuovo stimolo per la mia professione ma sopratutto perche’ volevo riprendere in mano il mio destino e decidere in prima persona dove e con chi andare. Leggi il seguito di questo post »

android

Android è il sistema operativo sviluppato da Google che negli ultimi anni si è diffuso su milioni di device e dispositivi elettronici probabilmente grazie alle sue indiscusse ottime funzionalità ma anche alla sua natura di progetto Open Sources.

Quando si parla di progetto Open Source si pensa sempre ad un progetto aperto, di cui si conosce ogni aspetto o in cui ogni modifica e ogni cambio di direzione sia stato condiviso e discusso da una comunità di sviluppo secondo lo schema classico e già collaudato da anni dagli sviluppatori di Linux o di uno dei tanti altri progetti Open relativi al mondo dell’ IT.

Android però differisce in molte parti da questo “schema classico di sviluppo” sia per le modalità di creazione ( Android è ed è stato sviluppato a porte chiuse dal team di Google che poi successivamente ha rilasciato e rilascia il lavoro svolto sotto forma di sorgente) sia per il modello interno dei componenti software e delle funzionalità e delle loro relative licenze di utilizzo.

Quando si legge la documentazione relativa ad Android compare sempre l’acronimo AOSP il quale stà ad indicare l’insieme del Progetto Open Source, che Google ha creato nel mettere insieme il sistema operativo Android.
Ma con quale licenza d’uso vengono rilasciati i componenti dell’AOSP e quali sono i componenti principali di Android?

Nelle righe seguente cercherò di spiegare questa complessa questione, almeno per quanto ne sono riuscito a capire io,  nella speranza di poter fare un po di chiarezza su questa spinosa materia.
Qualora nel corso della lettura rilevate delle inesattezze o delle mancanze, siete veramente pregati di segnalarmelo.

Nota per gli utilizzatori “quotidiani” di Android: la lettura di questo articolo non vi aiuterà a far funzionare meglio il vostro telefonino, al massimo può risultare interessante per gli smanettoni e per coloro che si occupano di adattare Android per i propri prodotti embedded.
Lettore avvisato, mezzo salvato!

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QtembeddedNei giorni in cui  la Digia rilascia la versione 5.6 del suo framework, nel quale ho trovato alcune interessanti novità ma anche qualche spiacevole mancanze come il supporto per Enginio e la cancellazione del WebKit, voglio condividere con i lettori curiosi ed interessati del mondo della programmazione un documento che ho redatto nel corso della passata estate.
Nel pdf che potete scaricare da questo link, ho raccolto alcune delle domande e delle relative risposte che nel corso degli anni mi sono personalmente posto durante l’utilizzo e le fasi di apprendimento del framework Qt.
Le problematiche in esso affrontate e le relative soluzioni fornite, sono mirate alla realizzazione di interfacce grafiche su piattaforme embedded e puntano ad illustrare i passi e le nozioni di base utili alla realizzazione di applicazioni grafiche basate su widget al cui applicare un proprio Look&Fill. Oltre agli aspetti di pura programmazione e ad esempi di codice scritti in C/C++, vengono esposte le problematiche legate alle licenze d’uso e dei vincoli da rispettare per la realizzazione dei software e dei prodotti commerciali anche partendo dalla versione OpenSource del framework.
Il presente documento non vuole assolutamente essere una “guida completa” all’utilizzo di Qt, per il quale servirebbe un numero di pagine  enormemente maggiore, ma solamente essere una raccolta di spunti ed idee che possono risultare utili sia all’apprendimento di chi per la prima volta si avvicina a questo framework, sia per coloro che già lo conoscono e vogliono conoscere alcune particolarità e alcune delle sue funzionalità utili nel mondo embedded.
Spero che possa essere di vostro interesse.

 

Lightbulb-0add8b56e2c9c54fce60e57a28f991c4E già da molto tempo che nel mondo dei sistemi embedded e del software ad esso relativo si parla di Iot ovvero di “Internet of things” che tradotto in italiano sarebbe: “Internet degli oggetti”.
Quanti di voi conoscono il significato di questo termine e soprattutto, quanti di voi possiede un oggetto di questo tipo?
Forse resterete sorpresi ma, secondo il report “The Internet of Things: The Future of Consumer Adoption ” sembrerebbe che almeno il 30% dei consumatori possegga già un dispositivo che rientra in questa categoria, ma il più delle volte non ne è consapevole.

Ma cosa sono gli oggetti IoT e cosa fanno?

Con il termine Internet of things si indica l’insieme delle tecnologie e degli oggetti, anche senza alcuna vocazione digitale, con possono essere connessi alla rete internet.
In altre parole, si tratta di tutti gli oggetti tecnologici in grado connettersi ad internet e dialogare con un server; rientrano in questa categoria le TV smart, i termostati intelligenti della vostra casa, gli orologi e bracciali indossabili (oggetti “wearable”) , i Google Glass o perchè no, anche il vostro ultimo strumento musicale digitale che avete da poco acquistato.

In effetti molti dei dispositivi elettronici che possedete ( anche i vostri elettrodomestici, o la vostra nuova centralina d’allarme), potrebbero avere le capacità di collegarsi ad internet, anche se in alcuni casi, queste funzionalità, non sono troppo evidenti o magari non vengono proprio utilizzate..

Il report di Acquity Group ha infatti rilevato una certa mancanza di interesse verso i dispositivi IoT, sia da parte degli utilizzatori che da parte dei produttori.
La domanda sorge spontanea: ma perchè se un dispositivo ha internamente le potenzialità per connettersi, per dialogare con un server, per essere controllato da un browser, l’azienda che lo produce non dovrebbe sfruttare a pieno questa possibilità e perchè gli utenti non dovrebbero trovare queste funzionalità “attraenti” o motivarne maggiormente il suo acquisto?

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SD7MultiSoundServiceNel post precedente abbiamo visto com’è fatto e come è possibile creare un file Multitracks per SD7 e ci eravamo lasciati con alcune indicazioni generiche su dove e come reperire di file audio multitracks.
Visto che tra le case produttrici di questi files c’è l’italianissima M-Live, mi è sembrato interessante approfondire l’argomento e spiegare nel dettaglio la procedura e la possibilità, offerte dalla piattaforma SongService – basi-mp3-personalizzate – della M-Live.

MLiveAudioMultiTrack_Image1

In effetti grazie alla possibilità di poter “scaricare” più volte la stessa base è possibile reperire tutte le singole tracce audio e realizzare un file multitracks per SD7 in maniera semplice,  dal risultato sonoro estremamente professionale e dal costo molto, molto contenuto.

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SD7MultiLa nuova Ketron SD7 presenta la funzione Audio Multitracks che consente la riproduzione di file audio a più tracce con la possibilità di intervenire in tempo reale sul controllo e sui volumi delle singole componenti.
Nelle righe che seguiranno andremo a vedere come, e con quali mezzi è possibile creare un file multitraccia compatibile con l’SD7.

Precisiamo subito alcune cose:
Per gestire le tracce audio della base in modo separato e lavorare sul multitracks come si vede nei vari video dimostrativi disponibili su internet, è necessario che il file sia appositamente creato e per farlo è necessario disporre di tutte le varie tracce separate alla fonte; in altre parole, la tastiera non è in grado di suddividere da sola le singole parti audio di un brano (basso, parti vocali o quelle di batteria), ma si limita a riprodurre in maniera sincrona, le singole tracce presenti all’interno di un file wave multi canale.

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messe_frontAnche per quest’anno l’ormai consolidato appuntamento in terra germanica si è concluso.
Il sottoscritto ha partecipato come consuetudine in qualità di KETRON-MAN e come al solito è stata l’ennesima bella esperienza.

L’evento si è tenuto come al solito, presso il centro fiere di Francoforte, che pur essendo al centro della città, grazie alla viabilità studiata con criterio ed efficacia e grazie ai mezzi di trasporto (metropolitane, treni, tram) è possibile raggiungerla in modo semplice e rapido senza il pericolo di incappare nelle code interminabili o gli ingorghi giganti che in più di una occasione mi è capitato di vedere nei nostri centri fiere nazionali.

Come ovviamente i miei lettori sapranno, non mi piace parlare sulle pagine del mio blog dei prodotti su cui ho lavorato, non mi fate domande sulla nuova SD7 per intenderci, per questo genere di discussioni ci sono i canali ufficiali dell’azienda ma ho piacere nel condividere e raccontare le cose che più mi hanno incuriosito ed interessato.
L’evento ha visto da un lato la presentazione di alcune nuove ed interessanti idee nell’ambito della tecnologia, il più delle volte presentate da piccole start-up o aziende nate da poco, mentre le grandi compagnie e le storiche aziende sino ad oggi leader nel comparto degli strumenti musicali elettronici (arranger, piani digitali, strumenti musicali in genere) sembrano essere ferme ad aspettare che qualcosa succeda per ripartire e sfornare nuovi progetti e nuove idee.

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