Korg i5M, dal Giappone con furore.

Korg i5M

Continua la nostra carrellata degli Arranger Legacy analizzando un’altra macchina presente nella mia collezione privata, che personalmente ritengo una tra le più valide ed efficaci tra quelle prodotte nella metà degli anni 90: il Korg i5M.
Chi mi segue da tempo, sa che sono un appassionato di queste macchine e che mi piacciono sia dal punto di vista tecnico che musicale.
Una macchina Arranger infatti, dal mio punto di vista, non è solo un dispositivo elettronico o un semplice agglomerato di tecnologia più o meno avanzata ma è uno strumento musicale che racchiude in se contenuti artistici e musicali molto spesso di indubbio valore.
La scelta dei suoni, la scrittura, la stesura e la programmazione degli arrangiamenti sono alcuni degli esempi più evidenti.

Il dubbio amletico: song styles o style da songs?
Una delle scelte a cui chi progetta una macchina simile è chiamato a fare ad un certo punto dello sviluppo, è quella di decidere se inserire degli accompagnamenti il più possibile originali o che al contrario, ricalchino le atmosfere di qualche brano più o meno famoso.
Nel caso del I5M la scelta fatta è molto chiara: il modulo include una grande quantità di styles dal grande sound e dagli equilibri sonori molto bel bilanciati, ma che in moti casi, ricordano chiaramente Hits e atmosfere di brani famosi. Se da un lato questa è la scelta più sensata per un utilizzo live dello strumento, dall’altro canto, rischia di limitarne il suo utilizzo generale. In ogni caso, la macchina suona veramente bene, equilibrata precisa, risponde agli accordi e ai cambi di tonalità in maniera sempre impeccabile e senza alcuna esitazione. Se volete sentire il sound generato dallo strumento, guardate il video seguente in cui Marcello Colò vi propone una selezione di styles presenti nella macchina.

Se ne volete di più, al termine dell’articolo trovate un altro video con altri styles e altre demo.

Ai2 tecnologia musicale.
Il modulo i5m venne prodotto dalla KORG a partire dal 1995.
Disponeva di un eccellente generatore sonoro multi timbrico a 32 parti in tecnologia Ai2, sviluppato in proprio dalla KORG, con una wave table interna da 6 megabyte totali suddivisa in tre differenti mask-ROM da due megabyte l’una. Un doppio multi-effetto stereo con 47 differenti modalità di funzionamento, arricchiva e completava il sound globale della macchina.

Estratto dello schema elettrico

Analizzando lo schematico, possiamo vedere che una delle tre ROM aveva un bus dati ridotto a soli 8 bits.
Questo mi fa pensare che in essa erano salvati suoni a risoluzione ridotta. In questo tipo di macchine, infatti, molte waveform erano salvate in questo formato per risparmiare memoria.
La maestria dei sound designer ed i vari trucchi del mestiere facevano si che questi suoni, si miscelavano a quelli con risoluzione più elevata senza evidenti differenze: il risparmio di memoria era comunque enorme!

Estratto dello schema a blocchi della generazione sonora

L’arranger nel palmo di una mano.
Lo strumento presenta delle dimensioni molto contenute ed un peso ridotto (poco più di 2Kg); queste caratteristiche ne facilitavano il trasporto e la collocazione in qualunque live set up.
Il lay-out del panello è molto ben studiato e poteva essere personalizzato utilizzando delle mascherine pre-serigrafate da applicare ai tasti. In questo modo si poteva ad esempio facilmente personalizzare il pannello della macchina per i differenti mercati o modalità operative.

Una delle mascherine intercambiabili della macchina


L’ingegnerizzazione era veramente ottima.
Guardando com’è fatto al suo interno possiamo vedere che lo strumento includeva una piccola board nella quale è contenuta sia la generazione sonora che la CPU principale, un NEC UPD70433GD a 16 bits.
Il resto dello spazio è occupato dal pannello dei comandi e dal floppy disk con il quale era possibile caricare nuovi styles, salvare sequenze e dati della macchina.

Interno del Korg I5M
Scheda CPU e Generazione Sonora

Oh floppy … perchè tu non floppy più?
Purtroppo proprio il floppy è una delle parti dello strumento che soffre maggiormente il passare del tempo e molto spesso, in macchine così datate, risulta essere danneggiato o non funzionante.
Non essendo più apparecchiature utilizzate dall’industria informatica, sono nella maggior parte dei casi completamente fuori produzione e praticamente introvabili come parti di ricambio.

Il Floppy disk alloggiato sul fondo dello strumento.

Se volete tentare di ripararlo o sostituirlo con una nuova versione che memorizza i dati su una pennetta USB, leggere questo mio precedente articolo nel quale riporto anche gli schematici dei collegamenti per i floppy KORG di questo tipo.

Un pò di storia.
La commercializzazione del prodotto è antecedente alla creazione della filiale italiana della KORG per cui penso che il progetto originale fosse quasi sicuramente di origine “nipponica”. In ogni caso, il distributore Italiano dei tempi, realizzò una grande libreria di styles e basi musicali per questo dispositivo che è stato negli anni molto ben supportato e rifornito di software di ottima qualità.
Se volte saperne di più sulla sua storia leggete questo post nel blog di Renato Restagno:

https://tastierearranger.com/2022/04/18/arranger-legacy-korg-i5m-i5s/

Peccato che il progetto non sia stato più sviluppato e che non abbia prodotto altri dispositivi di questo tipo.

Per i più curiosi, ecco altri styles suonati dal nostro ottimo Marcello Colò….

Per ora è tutto!

Un pensiero su “Korg i5M, dal Giappone con furore.

  1. Pingback: Arranger Legacy: Korg i5M, i5S | Tastiere arranger

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